Umanizzazione del Labrador…. Una “Violenza” gentile !!!!!!!!

Umanizzazione del Labrador…. Una “Violenza” gentile !!!!!!!!

Occhi dolci, sguardo suadente, comportamento affettuoso… queste sono alcune caratteristiche dei Labrador che maggiormente inducono a rivedere in lui un essere umano bisognoso del nostro affetto e delle nostre cure.

Ecco il primo errore, pensare che il labrador abbia le medesime o addirittura maggiori necessita di un essere umano o che sia indifeso e quindi vada protetto dal mondo feroce.

Non è così !!! Essere eccessivamente protettivi con un cane significa umanizzarlo e questo atteggiamento può avere, nel tempo, degli effetti negativi sul suo comportamento, arrivando addirittura a neutralizzare le risposte istintive che sono una parte fondamentale per l’equilibrio comportamentale del cane stesso.

Umanizzare un cane è una forma gentile di "violenza".

L’umanizzazione degli animali è un atteggiamento diffuso e antico, chiamato antropomorfismo.

In campo zoologico significa assegnare agli animali sentimenti o attitudini tipicamente umane, come ad esempio la cattiveria al lupo, l’astuzia alla volpe, l’innocenza all’agnello, la stupidità all’asino ecc.…

Attuare comportamenti eccessivamente “umani” nei confronti dei labrador appaga il proprietario non di certo il labrador che può solo subirne le conseguenze senza comprenderne il significato, perché tali attenzioni non fanno parte del suo mondo e del suo modo di comunicare.

La mancanza delle risposte istintive che contraddistinguono una razza è uno dei primi effetti negativi che si possono riscontrare a causa dell’umanizzazione.

Il cane che viene trattato come un essere umano col tempo si disorienta si trova a dover assumere per abitudine indotta, comportamenti che sono contro la sua natura e i suoi istinti.

Questi soggetti spesso evidenziano il loro disagio con dei segnali che purtroppo il più delle volte sono considerati richieste di attenzione e che scatenano nei proprietari azioni ancor più umanizzanti peggiorando così la situazione.

Un esempio abbastanza evidente sono i Labrador che non sono abituati a rimanere da soli per medi periodi di tempo.

Questi di solito quando sono lasciati soli abbaiano compulsivamente dando sfogo alla loro frustrazione, e la risposta del proprietario è spesso quella di conformare la propria vita “all’esigenza” del cane. In realtà la gestione della solitudine proprio in un cane particolarmente sociale quale è il labrador è fondamentale per determinare l’equilibrio dell’animale e va insegnata nei primi mesi di vita, esattamente come farebbe una lupa con la sua cucciolata per andare a procurare il cibo.

Una cosa da non dimenticare quando si accoglie in casa un labrador è che, sempre nel rispetto della sua condizione di animale, non siamo noi umani a doverci adeguare alle esigenze del cane ma il cane alle nostre.

Altro segnale di disorientamento è la difficolta nell’alimentazione che in un labrador sembrerebbe impossibile ma capita più spesso di quanto non s’immagini.

Possono esserci vari motivi che determinano l’inappetenza momentanea da parte di un labrador, escludendo patologie di varia natura che vanno ovviamente verificate, l’inappetenza non va “curata” proponendo al cane variazioni della dieta come scatolette di tonno carne di prima scelta pesce fresco, va semplicemente pesata e se del caso ignorata per essere disincentivata.

Le voglie alimentari fanno parte delle abitudini umane non di quelle canine, per i cani il cibo è cibo è ha lo scopo di soddisfare la necessità primaria dell’alimentazione ai fini della sopravvivenza.

Presentargli pranzetti che a noi appaiono gustosi mentre per lui non hanno nessun significato in più rispetto a quello del suo pasto abituale, e che magari lo ingannano perché hanno un odore appetente, è uno degli atteggiamenti che creano confusione nel cane e che a lungo andare lo porteranno a rifiutare la sua dieta fatta di cibi bilanciati per pretendere alimenti poco adatti, poco digeribili e quindi dannosi.

 Per restare in campo alimentare, anche la convinzione che il cane debba mangiare per forza tutti i gironi e agli stessi orari è sbagliata.

Ricordo sempre a chi me lo chiede che i cani moderni derivano dai lupi e che anche se l’addomesticazione ha contribuito ad apportare alcune modifiche al suo sistema digerente, il cane, per natura, può affrontare diversi giorni di digiuno senza alcuna conseguenza.

Paradossalmente il digiuno potrebbe risultare un aspetto positivo, consentendo all’organismo di espellere più efficacemente le tossine e assimilare correttamente i nutrienti. 

Altro aspetto che si nota in proprietari portati all’antropomorfismo esasperato è l’eccessivo ricorso a toelettature, bagni, profumi, spazzolature più che frequenti, nel tentativo assurdo di rimpiazzare l’odore naturale del cane con uno umano, senza considerare che tutti questi trattamenti cosmetici sono causa di dermatiti, irritazioni cutanee allergie e soprattutto nel labrador, dell’impoverimento dello spessore e delle caratteristiche d’impermeabilità naturali del suo mantello che lo porterà inesorabilmente ad avere freddo e a bagnarsi anche sotto una pioggerella leggera.

Un’ altro degli aspetti dell’eccessiva umanizzazione, è il compulsivo ricorso alle cure veterinarie.

La scusa che i cani non parlano induce taluni proprietari a considerare ogni anche minima variazione delle condizioni abituali come un segnale di malessere da curare con farmaci e cure varie.

Da qui un eccessivo uso di antibiotici che creano successive resistenze è risposte inefficaci del sistema immunitario del cane.

In definitiva il Labrador è un cane e bisogna lasciarlo vivere da cane, ricordandosi che i cani hanno modi differenti di comunicare e quello che si pensa possa valere per un esser umano non è quasi mai valido per un Labrador.

Ogni proprietario dovrebbe guardarsi un serio documentario sulla vita dei lupi in natura e tentare di riconoscere nelle immagini, le similitudini che ci sono con gli atteggiamenti del proprio Labrador, questo aiuterebbe a comprendere quali siano le reali esigenze di un animale e come questo le esprime, oltre a ricordare che il Labrador è un ANIMALE e desidera vivere da ANIMALE.

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