(Articolo di Maria Cristina Lopinto allevamento "CRISBOURNE" tratto dal sito web www.allevatorilabrador.it)

E' molto semplice, come scrive la famosa allevatrice Mary Roslin Williams nel suo "Advanced Labrador Breeding", spiegare in teoria come si seleziona un top labrador ... ma una cosa molto differente è poi essere in grado di farlo! 
In verità credo che nessuno possa davvero insegnartelo, poichè tutti i buoni allevatori hanno i loro propri metodi e idee maturati in anni di pratica ed osservazione "sul campo". Così la sola cosa onesta ed intelligente che si può fare, è dare un'idea dei tre metodi di selezione che si sono rivelati più o meno validi nel tempo, per poi decidere di seguirli o meno.
Essi si chiamano: LINE-BREEDING / OUTCROSSING / IN—BREEDING.

Sicuramente tutti i buoni allevatori, specialmente quelli che sono riusciti negli anni a raggiungere i più alti livelli di selezione, sono concordi nel ritenere che per produrre una stirpe ("strain") di buoni labrador "si deve" effettuare un certo grado di LINE-BREEDING: che potremmo definire come un assemblamento di linee che riconducono in 3 o 4 generazioni ad un buon maschio o femmina ben conosciuti, o molto spesso a 2 buoni maschi e femmine ben conosciute, con tutto il resto del pedigree composto da nomi di cani tutti diversi tra loro.
Sono considerati come i migliori accoppiamenti di line-breeding:

  • zia/nipote (ovvero una femmina accoppiata con il figlio migliore di sua sorella)
  • nipote/nonno
  • nonna/nipote

· nipote/prozio (ovvero femmina accoppiata con il più bel fratello di suo nonno/a)
Questo metodo è riconosciuto essere il migliore di tutti nella misura in cui si è sicuri che il cane o i cani che si sono scelti di ripetere siano molto buoni e davvero ben conosciuti! I vantaggi di questo metodo derivano dalla speranza che sia l'allevatore che decide di usarlo, sia quelli dietro di lui, riconoscendo le aree problematiche dove le colpe giacciono, abbiano cercato di starne alla larga; allo stesso tempo le virtù delle generazioni precedenti, riprese e ripetute nell'accoppiamento, saranno portate al suo stock allo stesso modo in cui viene apportato un pò di sangue nuovo.
E così, praticando il line-breeding, si potrà prevedere la taglia che gli animali potranno raggiungere una volta divenuti adulti e che "tipo" di labrador aspettarsi. In fondo se la femmina con la quale si decide di avere la cucciolata è un bell'esemplare, sano e dal buon carattere, perchè mai si dovrebbe decidere di uscire dalla sua linea accoppiandola, rischiando di buttare al vento il buon lavoro fatto dagli allevatori venuti prima?? E' vero anche però che il pericolo c'è se il cane o i cani che si riprendono con il line-breeding si conoscono solo di nome e non personalmente, perchè potrebbero avere, o avere avuto, dei difetti occulti anche gravi. Questo è il motivo per cui si ritiene che ogni linea veramente buona è allevata nella linea stessa, proprio perchè gli allevatori esperti e di successo conoscono il loro stock dalla punta delle orecchie alla punta dei piedi, e sanno come usare la propria linea di sangue nel migliore dei modi!
Di contro ogni buon allevatore odia il momento nel quale è costretto ad usare un completo OUTCROSS, e per fortuna che non è molto spesso, perchè un outcross è una delle cose più difficili da trattare quando si alleva una linea. L'OUTCROSSING è appunto un altro metodo di selezione e consiste nell'inserire nell'accoppiamento un cane che, non solo non ha nella propria genealogia nessun cane della nostra linea, ma non ha nel suo pedigree neanche un nome in comune con la nostra femmina per almeno quattro generazioni indietro; un tipico esempio di outcrossing è accoppiare un cane interamente costruito per il field trial con un cane interamente selezionato per le esposizioni di bellezza.
A volte questo metodo si rende assolutamente necessario laddove c'è bisogno di introdurre sangue nuovo. Tuttavia l'outcrossing va sempre usato in maniera saggia,  cercando di raccogliere il maggior numero di informazioni possibile sulla nuova linea che si ha intenzione di introdurre; forte è il rischio di metterci anni prima di eliminare i difetti ed i problemi nuovi ed inaspettati che si possono contrarre con un outcross!
Più si resta nella propria linea, più si è sicuri di che cosa esce nel bene e nel male ... più il diavolo lo conosci e più lo puoi combattere!
Il terzo metodo di selezione è l' IN-BREEDING, che è più facile da fronteggiare dell'outcrossing nella misura in cui tu conosci benissimo la tua linea, ma anche in questo caso ha i suoi pericoli. L'IN-BREEDING consiste nell'accoppiare un animale direttamente con uno dei suoi parenti più stretti senza introdurre alcun sangue nuovo. Le principali combinazioni sono:

  • madre/figlio
  • figlia/papà
  • fratello /sorella

Un metodo così stretto di allevare fissa tutte le virtù molto velocemente nella progenie, ma fissa anche tutti i difetti ed i problemi che possono non essere manifesti ma latenti nella linea. Alcuni soggetti meravigliosi sono stati allevati in questo modo ... ma si tende a non sentire di quelli non buoni. Meglio lasciare questo metodo solo agli allevatori super esperti, e in ogni caso ricorrervi solo se si rivela strettamente necessario; uno di questi casi potrebbe essere l'incompatibilità dei gruppi sanguigni che impedisce ad alcune femmine di rimanere gravide, o di non portare a termine con successo la gravidanza, se non accoppiate con soggetti con quel particolare gruppo sanguigno compatibile ... i loro parenti stretti appunto.
Scontato e banale diventa a questo punto scrivere che sono assolutamente criticabili quegli accoppiamenti che si basano su scelte prevalentemente condizionate dal numero di vittorie nel ring ottenute da un certo stallone, o solo sull'aspetto esteriore dello stesso, senza tenere in debito conto come e da quali cani è composto il suo pedigree.
Allevare con metodo ed intelligenza, per raggiungere il top e rimanerci, significa programmare ogni accoppiamento con molta attenzione, non limitandosi perciò ad assecondare solo l'istinto di quel momento, ma considerando e riflettendo prima di usare qualsiasi cane su come poi si voglia esattamente usare la sua progenie negli anni futuri con i membri delle altre cucciolate che si alleveranno, o con quelle che si sono già allevate in precedenza. Io stessa dopo aver valutato uno stallone adatto ad una particolare femmina per tipo, caratteristiche e prospettive di impiego futuro della sua progenie, mi appresto ad allevare ogni cucciolata con l'intenzione, l'entusiasmo e la speranza di poter tenere per me una o due cucciolotte promettenti e di sistemare il miglior maschietto in famiglia, fuori, ma abbastanza vicino a me per poterne seguire la crescita e soprattutto per avere la possibilità di usarlo in futuro.
Ovviamente non bisogna mai dimenticarsi nè sottovalutare quello che io chiamo il fattore "S" e cioè il "fattore Sorpresa" (per non volerlo chiamare in altro modo ...); ovvero non tutti i programmi vanno in porto nel modo sperato, e non tutti i risultati sono sempre all'altezza delle aspettative. Così a volte può accadere che le femmine migliori non sempre si rivelano essere delle buone riproduttrici o che non riproducano affatto, e che cuccioli che non convincevano o che non hanno mai catturato la nostra attenzione si trasformino crescendo in "splendidi cigni"! E che dire della meraviglia che può assalirci scoprendo che la nostra femmina gialla non più giovanissima, e ben alla sua quarta ed ultima cucciolata, si rivela essere a sorpresa anche una produttrice di cuccioli chocolate?! Questo è quello che è successo ad un mio amico allevatore una decina di anni fa quando decise di accoppiare la sua femmina gialla con il mio maschio nero Shade, anch'esso insospettato portatore dei 3 colori fino a quel momento!
Ma questo è il bello di allevare! E io credo che ogni allevatore lo può confermare; tutti ci lamentiamo del fattore "S", ma in realtà è quello che ci dà quella giusta dose di incertezza e di mistero che ci permette di non annoiarci, e che ci sfida ad andare avanti per vedere ogni volta cosa succede!
Quello che io ho cercato di fare in questi quindici anni, è stato allevare in line-breding soggetti il più possibile simili nel bene alla mia prima femmina di labrador, la mia Honey, colei che mi ha fatto conoscere ed amare questa razza ... a tal punto da decidere di provare a selezionarla. Personalmente credo che la femmina con la quale si è partiti, quella che gli inglesi chiamano "the foundation bitch", condizioni molto il criterio di giudizio e di scelta degli esemplari incontrati nei passaggi successivi di allevamento; ovvero si tende ad essere particolarmente sensibili ai pregi ed ai difetti che quella aveva e, nel caso dei primi , a ricercarli e preservarli nei soggetti che da lei discendono, mentre per i secondi, a fuggirli e a correggerli scegliendo gli stalloni giusti.
Ovviamente negli anni, grazie ai libri che ho letto, agli allevatori che ho avuto il piacere di conoscere e con i quali ho avuto l'opportunità di confrontarmi, e soprattutto grazie alle esperienze fatte con i miei cani ed a tutte le ore trascorse ad osservarli, la mia immagine di labrador ideale si è via via modellata ed evoluta. E così, a chi un giorno mi chiese dove è mai scritto che un buon allevatore debba per forza allevare secondo un "tipo", che fa si che tutti i suoi soggetti si confondano per quanto simili, e non semplicemente adoperarsi per allevare buoni labrador sani, belli e bravi, simili o meno che siano tra loro, io risposi che il "tipo" non è una scelta, ma bensì una logica ed intrinseca conseguenza di chi ha ben chiaro in testa cosa vuole nel proprio labrador e cosa no!
Se nel tempo un allevatore matura la propria idea di labrador ideale, tutti i suoi passi, a partire dalla scelta degli stalloni da usare per arrivare a quella dei soggetti da tenere per se, saranno fedeli a quell'idea e, fidandosi anche del proprio occhio e del proprio sesto senso, si ritroverà ad allevare negli anni, non pochi, un proprio "tipo" di labrador distinguibile da quello degli altri allevatori e basato su una propria linea di sangue. E questo è quello che secondo me ogni buon allevatore dovrebbe perseguire per poter essere considerato tale.

Maria Cristina Lopinto
allevamento "CRISBOURNE"

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